Mangiare carne: un’abitudine sana?

La carne fa male? Questo tema è di sicuro uno dei più caldi nelle discussioni tra sostenitori di diversi regimi alimentari. Un recente progetto di indagine a livello europeo ci offre qualche elemento in più per orientare le nostre scelte in questo senso. Si tratta dello European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC), supportato dal Programma “Europa contro il Cancro” della Commissione Europea.

L’obiettivo dello studio era comprendere se e quanto sia correlabile una maggiore mortalità con il consumo di carne rossa, pollame e carne lavorata.
I ricercatori hanno lavorato su mezzo milione di persone di dieci Paesi europei: Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito. In Italia, le città coperte sono state Firenze, Napoli, Ragusa, Varese e Torino.
Le persone studiate avevano un’età compresa tra 35 e 69 anni e si avevano a disposizione informazioni complete sulla loro alimentazione e sullo stile di vita.
Lo studio ha evidenziato che esiste una correlazione significativa con cancro, malattie cardiovascolari e altre cause di morte, solo per la carne lavorata.
In passato, gli studi che hanno denunciato la pericolosità del consumo di carne confrontavano le persone che abitualmente mangiano carne con dei vegetariani.

Il rischio di errore era dato dal confrontare persone con stili di vita profondamente diversi dal punto di vista dell’impatto sulla salute. Mediamente, infatti, poiché si promuove la dieta vegetariana come dieta sana, è verosimile che chi non mangia carne sia una persona attenta alla salute: che inoltre, quindi, non fuma, che pratica una moderata attività fisica ecc. (cfr. anche J. Briffa, Dimagrisci subito mangiando, Newton & Compton Editori, 2012).

Studi più recenti hanno messo a confronto persone con uno stile di vita consapevole dal punto di vista della salute, vegetariane e non; rilevano gli autori che entrambi, quindi anche i consumatori di carne ma attenti alla salute, mostravano una mortalità decisamente inferiore rispetto alla popolazione generale, facendo comprendere che a incidere è lo stile di vita e non il consumo di carne. Negli Stati Uniti, però, alcuni studi in passato hanno fatto emergere comunque un maggiore rischio di morte quando si consuma molta carne “rossa e lavorata”, indipendentemente da altri fattori di rischio.

Un alto consumo di carne lavorata, ripeto lavorata, si conferma essere collegato a una mortalità moderatamente più alta, in particolare per cancro e malattie cardiovascolari. Il 3% delle morti potrebbe essere prevenuto dalla riduzione delle carni lavorate a meno di 20 g al giorno.

Dopo la correzione degli errori di misurazione, non si è riscontrata una correlazione tra quantitativi di carne rossa consumata e mortalità. Non c’è correlazione tra mortalità e consumo di pollame.

Fonte
Meat consumption and mortality–results from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition. Rohrmann S. et al. BMC Med. 2013 Mar 7;11:63. doi: 10.1186/1741-7015-11-63.

fonte: evolutamente.it

autore: Mario

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